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Piani attestati

GLI STRUMENTI PER GESTIRE LA CRISI D’IMPRESA:

PIANI ATTESTATI

La Legge Fallimentare all’art. 67, comma 3, disciplina il Piano di Risanamento. Questa procedura è poco conosciuta sia per riservatezza a cui è assoggettata sia per l’essenzialità delle disposizioni legislative che lo regolamentano. La procedura di ristrutturazione aziendale rappresenta una soluzione di natura stragiudiziale poiché completamente affidata alla libera determinazione delle parti. L’obiettivo principale è la ripresa dell’attività economica, ma va evidenziato anche un vantaggio a cui porta la procedura: nel caso di un successivo fallimento gli atti, i pagamenti e le garanzie poste in essere in attuazione del piano attestato sono esenti da revocatoria fallimentare.

CARATTERISTICHE DELLA CRISI

La procedura è utilizzabile nei casi di crisi reversibile, moderata e di breve periodo. Inoltre non richiede la tutela delle azioni esecutive dei creditori, non si deve essere in presenza di problemi di liquidità macroscopici e devono essere presenti beni che si possano cedere o dare in garanzia.

RUOLO DEI CREDITORI

Nella pratica uno o più creditori si accordano privatamente con l’impresa, non vi è necessità di rispettare il principio della ‘Par Condicio’.

DURATA

Non sono previste scadenze o termini.

CHI PUO’ USUFRUIRE DI QUESTA PROCEDURA

Sono soggetti a questa procedura gli imprenditori che esercitano una attività commerciale così come definiti dall’art. 1 della Legge Fallimentare, inoltre è necessario superare una delle soglie richieste per il fallimento.

COME FUNZIONA

La procedura non richiede l’intervento dell’Autorità Giudiziaria. Il piano di risanamento ex art. 67 c.3 L.F. è un progetto con fini di ristrutturazione con l’obiettivo di rimodulare i tempi di pagamento dei debiti, il piano può anche avere carattere remissorio. Il piano deve essere idoneo a risanare l’esposizione debitoria ed a consentire il riequilibrio della situazione finanziaria. La ragionevolezza del piano deve essere garantita dalla perizia di un esperto ai sensi dell’art. 2501-bis, c.4, c.c.; sostanzialmente il piano di risanamento è costituito da un Business Plan il cui contenuto pur non essendo normativamente prestabilito si ritiene debba essere composto da:

-          piano industriale

-          conto economico previsionale

-          Rendiconto finanziario previsionale (cash flow previsto)

Inoltre è possibile completare il progetto con un piano alternativo (piano B).

Infine il piano per poter essere soggetto alla tutela prevista dalla Legge Fallimentare deve essere dotato di data certa attraverso o un’autentica notarile o l’apposizione del timbro postale. 

 

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